Barack Obama: primi passi verso il cambiamento

7 Nov 2008 In: Opinioni

Barack Obama

La vittoria schiacciante alle presidenziali Usa del senatore dell’Illinois è anche uno spunto di riflessione sul concetto di democrazia. La democrazia è libertà, uguaglianza, diritti ed anche un governo che rispecchia la volontà popolare. Ha ragione il neo Presidente ha dire che negli Usa tutto è possibile. Perchè? La campagna elettorale è stata la dimostrazione di quanto sono chiare le regole delle competizione politica. I confronti televisivi hanno permesso di capire le differenze e analogie tra i due candidati. “Change”, “Cambiamento” è stato uno dei tormentoni di queste elezioni. Gli statunitensi hanno potuto voltare pagina perchè nel loro paese ci sono norme precise che favoriscono il rinnovamento della classe politica ed impediscono pericolosi conflitti di interesse. Ecco, capite che l’Italia si trova in una situazione diametralmente opposta; un’arretratezza che ci ha fatto diventare il fanalino di coda dell’Europa.  La meritocrazia, ove applicata, comporta la costituzione di una classe dirigente di alto livello culturale e politico, indipendentemente dalle origini ed in questo caso, dal colore delle pelle. Un paese per evolversi ha bisogno di grandi uomini, i migliori e non pagliacci. Questo è innegabile. Nello stesso tempo, la vittoria di Obama ci ha cambiati, o comunque ha toccato la sensibilità di tutti coloro che hanno seguito con passione queste elezioni.

Ora tocca a Obama e ad il suo neonato staff di transizione a predisporre tutti gli strumenti per il “Change” in attesa di prendere in consegna le chiavi della White House il prossimo 20 gennaio. La cosa che più salta all’occhio è la creazione di un gabinetto di transizione composto da alcuni collaboratori della presidenza Clinton. “El negro”, com’è stato definito dal presidente venezuelano Chavez, dovrà occuparsi di tante cose: due guerre in atto, le proteste del Pakistan per gli attacchi dell’esercito Usa lungo i confini dell’Afghanistan, la chiusura del carcere di Guantanamo, le ambizioni nucleari dell’Iran,  rapporti con la Russia, avviare il processo di riduzione delle diseguaglianze economiche (principale promessa della campagna elettorale), la riforma della sanità e l’ambiente.

il cannocchiale

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OBAMA PRESIDENTE DEGLI USA!!!! E’ UNA GIORNATA STORICA PER TUTTO IL MONDO, UN AFROAMERICANO E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA!

Desidero ringraziare le quasi 1000 persone che hanno visitato questo blog nella mia mezza maratona elettorale! E’ stata una bella esperienza e sono piuttosto emozionato.

  • Barack Obama ed il suo primo discorso da Presidente degli Stati Uniti.
  • Risultati completi su CNN online.
  • Dopo quattro ore di pausa del mio live blogging, vi comunico che Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America!! Al momento i dati dicono: Obama 334 - McCain 155 voti dei grandi elettori.
  • Indiana: Ancora equilibrio Obama 50% McCain 49% - Kentucky: Obama 45% McCain 54%. Secondo invece una previsione di voto (exit polls) la Virginia andrebbe ad Obama.
  • Indiana: Obama 50% McCain 49%.
  • Ecco i primi dati per l’Indiana. Obama in vantaggio di 12 punti su McCain.
  • Primissime proiezioni. In New Hampshire: Obama al 66% (appena l’1% dei voti consultati). Kentucky: McCain al 72% (sempre <1% dei votanti)
  • L’Indiana sarà il primo stato a decretare la chiusura dei seggi, e prevede l’assegnazione di 11 voti elettorali. Se Obama non dovesse vincere, la sua elezione potrebbe essere rimandata un’ora dopo con l’assegnazione di Virginia+Georgia o Florida. Ogni stato perso dei suddetti darebbe più chance di vincita al Repubblicano McCain.
  • Occorre ricordare che si vota anche per il Senato dove l’obiettivo dei Democratici è ottenere i 60 seggi, cioè i 3/5. Ciò impedirebbe ai Repubblicani di praticare l’ostruzionismo. Gli esperti ritengono che la vittoria in Indiana - parlando degli stati chiave - darebbe la certezza assoluta ad Obama di vincere le elezioni.
  • Gli aggiornamenti di questo post sono fisponibili anche su Twitter (RSS) e Plurk.
  • Le Tv americane mostrano lunghe file di votanti, mentre in alcuni stati chiave come Virginia, Ohio e Florida si registrano problemi nei dispositivi di voto elettronico di alcuni collegi elettorali. Si prevede l’affluenza record di 150 milioni di votanti.
  • Per diventare Presidente occorrono 270 voti dei grandi elettori. I sondaggi assegnano: a Barack Obama 278 voti elettorali (33 in meno di sabato), a John McCain 132 (stabile); ATTENZIONE, salgono a 128 i voti contesi in 9 stati “incerti” (sabato erano rispettivamente 95 voti e sette stati).
  • Ecco gli “stati chiave” in cui si deciderà il vincitore delle elezioni. Colorado (Obama +5.5%), Florida (Obama +1.8%), Indiana (McCain +1.4%), Iowa (Obama +3%), Montana (Obama +4%), Missouri (McCain +0.7%), North Carolina (McCain +0.4%), Virginia (Obama +4.4%), Ohio (Obama +2.5%), Georgia (McCain +4.0%). Le percentuali si riferiscono alle ultime proiezioni di RCP Avarage
  • Secondo l’ultimo sondaggio della CNN, Obama supererebbe il 50% dei voti (51 contro il 44% di McCain).
  • Barack Obama ha votato a Chicago, la citta’ dove risiede e dove e’ stato eletto senatore dell’Illinois.
  • Stando ai diversi orari di apertura dei seggi, conosceremo il nome del nuovo Presidente degli Stati Uniti intorno alle 4 del mattino, ora italiana.
  • Aperti i collegi elettorali sulla costa est. Obama: “Il nostro futuro si deciderà nelle prossime 24 ore”.
  • Bella presentazione del NewYorkTimes.
  • Obama vince nelle piccole cittadine di Dixville Notch (15 voti contro 6) e Hart’s Location (17 voti contro 10) nel New Hampshire. I residenti sono solo 115 e per tradizione sono i primi ad esprimere il proprio voto sin dal 1948.
  • Intenzioni di voto dei statunitensi secondo l’ultimo sondaggio Gallup. Barack Obama piace per il suo nuovo modo di approcciarsi alla politica ed alle capacità comunicative; John McCain invece è preferito per la sua grande esperienza.

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