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Nel luglio 2001 a Genova si tenne il noto summit del G8. Amnesty International lo definì “La più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Allora come oggi c’era il Governo di Silvio Berlusconi e personalmente non la vedo come una semplice casualità. In quel periodo un muro di silenzio e menzogne coprirono le terribili violenze della polizia che, disinteressandosi di distinguere i delinquenti dai pacifici contestatori, trasformò il G8 come un evento che ha ricordato il nostro passato fascista. L’attuale Governo, anche quando era all’opposizione, ha sempre difeso le forze di polizia, parlando di distorsione della verità o semplici “superficialità” di pochi poliziotti che hanno agito un pò fuori dagli schemi. Io non definerei casi isolati gli stupri, sevizie, bastonate e richieste di atti osceni a sfondo sessuale da parte di individui in divisa che non hanno niente a che vedere con la tutela dei cittadini.
Questo governo - definito dal New York Times - di estrema destra, ha sempre inviato l’esercito o usato la mano forte in situazioni di difficoltà. Il G8 e poi la gestione del dramma spazzatura nel napoletano e le proteste degli studenti sui tagli alla scuola, sono gli ultimi casi di cattiva gestione, incompentenza ed intolleranza . L’impunità è la parola che sintetizza l’operato del Governo Berlusconi. Dalle leggi blocca processi alle assoluzioni dei capi delle forze di polizia; tutto è lecito e nessuno è punito.
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Mentre Barack Obama è all’opera col suo governo di transizione, l’Amministrazione Bush sta negoziando accordi di lungo periodo con il governo iracheno in campo economico, culturale, legale e di sicurezza.
Lo forze armate internazionali e gli Stati Uniti sono presenti in Iraq sin dal 2003 ed il loro mandato è stato rinnovato annualmente dal Consiglio di Sicurezza. Quest’anno però il Governo iracheno ha chiesto di non rinnovare il suddetto mandato e gli Usa sono stati costretti ad accellerare i negoziati circa l’immunità legale dell’esercito e una data entro la quale ritirare le truppe. In tal senso sono già state concordate significative concessioni all’esercito ed alle proprietà statunitensi sul suolo iracheno ed il ritiro completo avverrà alle fine del 2011. Inoltre occorre sottolineare che le truppe Usa non avranno più la totale libertà d’azione e dovranno lasciare la aree urbane entro luglio del prossimo anno.
La guerra in Iraq è stata insieme al carcere di Guantanamo il più grande errore dell’Amministrazione Bush. In campagna elettorale Barack Obama ha più volte parlato degli enormi costi che questo conflitto comporta, oltre al fatto che ad oggi sono oltre 4100 i soldati americani deceduti. Attualmente ci sono 130.000 uomini dispiegati sul territorio. Le forze di coalizione sono costantemente impegnate in missioni ed attività di vario tipo; in particolare la cattura di terroristi e leader locali, nonchè il sequestro di esplosivi ed armamenti di vario genere.
Ci si chiede se l’Iraq sarà mai in grado di gestire autonomamente la situazione, ma ormail le forze di coalizione devono al più presto concentrare l’attenzione sull’Afghanistan dove si potrà definitivamente sconfiggere Al-Qaeda.
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Barack Obama continua a cavalcare l’onda del cambiamento con un linguaggio chiaro e utilizzando le più moderne tecnologie. Egli è il Presidente nato dal basso e grazie alle valanghe di donazioni ricevute a colpi di 5, 10, 20 dollari dalla gente comune, che hanno riposto in lui tanta fiducia e speranza. “Change” non è soltanto uno slogan ma anche il suo nuovo sito che si affianca al blog. Change.org è una sorta di agenda online con la quale il Presidente eletto porta a conoscenza di tutti le attività della sua squadra di transizione. Nella sezione Transition Directory ci sono: le biografie del Presidente e vice Presidente eletto, gli appuntamenti, i membri del team e una serie di risorse necessarie per mettere a punto la nuova Amministrazione che partirà il 20 gennaio prossimo.
Il neo Presidente ha trasmesso il tradizionale discorso settimanale alla nazione anche con l’ausilio di YouTube. Il Democratico ha espresso apprezzamenti per gli sforzi di George W. Bush in merito all’organizzazione del G20 di Washington per la necessità di concordare un’azione coordinata e globale allo scopo di risolvere la grave crisi finanziaria.
Sulla politica interna Obama ha invitato il Congresso ad approvare almeno una parte del piano anticrisi perchè c’è la necessità di lanciare un piano d’investimenti a lungo termine per la costruzione di nuove scuole, ponti ed infrastrutture; maggiori aiuti per la classe media e progetti per la tutela ambientale che porterebbero alla creazione di 5 milioni di nuovi posti di lavoro.
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