Politica Nazionale ed Internazionale - Domestic and Foreign Policy - Informazione - Ambiente ed Ecologia

Mentre Barack Obama è all’opera col suo governo di transizione, l’Amministrazione Bush sta negoziando accordi di lungo periodo con il governo iracheno in campo economico, culturale, legale e di sicurezza.
Lo forze armate internazionali e gli Stati Uniti sono presenti in Iraq sin dal 2003 ed il loro mandato è stato rinnovato annualmente dal Consiglio di Sicurezza. Quest’anno però il Governo iracheno ha chiesto di non rinnovare il suddetto mandato e gli Usa sono stati costretti ad accellerare i negoziati circa l’immunità legale dell’esercito e una data entro la quale ritirare le truppe. In tal senso sono già state concordate significative concessioni all’esercito ed alle proprietà statunitensi sul suolo iracheno ed il ritiro completo avverrà alle fine del 2011. Inoltre occorre sottolineare che le truppe Usa non avranno più la totale libertà d’azione e dovranno lasciare la aree urbane entro luglio del prossimo anno.
La guerra in Iraq è stata insieme al carcere di Guantanamo il più grande errore dell’Amministrazione Bush. In campagna elettorale Barack Obama ha più volte parlato degli enormi costi che questo conflitto comporta, oltre al fatto che ad oggi sono oltre 4100 i soldati americani deceduti. Attualmente ci sono 130.000 uomini dispiegati sul territorio. Le forze di coalizione sono costantemente impegnate in missioni ed attività di vario tipo; in particolare la cattura di terroristi e leader locali, nonchè il sequestro di esplosivi ed armamenti di vario genere.
Ci si chiede se l’Iraq sarà mai in grado di gestire autonomamente la situazione, ma ormail le forze di coalizione devono al più presto concentrare l’attenzione sull’Afghanistan dove si potrà definitivamente sconfiggere Al-Qaeda.
Technorati Tags: guerra in Iraq, Barack Obama, Bush, Consiglio di Sicurezza
Xunder
Novembre 20th, 2008 at 22:42
Un errore di Bush è indubbio. cmq resta un elemento: la guerra sembra quasi vinta grazie al cambio di strategia. da qui al 2011 le possibiltà di stabilizzare l’Iraq si sono notevolemente rafforzate.