Il disastroso incidente diplomatico di Silvio Berlusconi che ha definito Obama “un presidente abbronzato”, ha suscitato non poche perplessità negli Usa. Purtroppo l’umorismo all’italiana si trasforma spesso in sarcasmo e qualche volta cade tragicamente nel baratro del razzismo. La telefonata del Presidente del Consiglio con la quale ha rinnovato ad Obama infinita stima e promesse di collaborazioni a tutti i livelli, è stata utile per archiviare l’ennesima figuraccia di livello internazionale che l’imprenditore prestato alla politica ha rimediato ai danni di tutti noi.
Conosciamo lo scarso peso internazionale dell’Italia, ma l’elezione del nuovo Presidente ha posto le basi per un vero riavvicinamento tra Europa e Stati Uniti. Ci sono tutte le premesse per un miglioramento dei rapporti, in quanto Spagna, Francia e Germania sono guidate da leader non ostili alla futura amministrazione Usa. Occorre però accordarsi su temi delicati come: il riordino del sistema finanziario ancora in tempesta, un progetto comune per fronteggiare i cambiamenti climatici e la guerra in Afghanistan. S’intende studiare un nuovo sistema finanziario alla Bretton Woods. La conferenza di Bretton Wood stabilì una serie di regole per la disciplina delle relazione finanziarie e commerciali tra i paesi più industrializzati del mondo. Oggi, come nel 1944, l’Europa vuole ricostruire il capitalismo globale anora fortemente radicato nel libero mercato, eccessivamente libero direi. Usa ed Europa saranno quindi chiamate ad affrontare un lungo e complicato percorso prima di accordarsi su un progetto comune. Forse Obama potrà essere l’uomo in più in questo senso.
Il tema Afghanistan è ancor più intricato del precedente. E’ da escludere che Spagna, Francia e Germania si mostreranno disponibili ad inviare migliaia di soldati in più allo scopo di dare man forte all’esercito Usa, ormai provato da una guerra interminabile e costosa in termini di danaro e vite umane. E proprio in questi giorni Obama ha criticato Bush per non aver dato massima priorità alla cattura del terrorista Osama Bin Laden.
Secondo gli analisti Europa e Usa hanno l’occasione di ricostruire la governance mondiale prima che sia troppo tardi.

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