Barack Obama

La vittoria schiacciante alle presidenziali Usa del senatore dell’Illinois è anche uno spunto di riflessione sul concetto di democrazia. La democrazia è libertà, uguaglianza, diritti ed anche un governo che rispecchia la volontà popolare. Ha ragione il neo Presidente ha dire che negli Usa tutto è possibile. Perchè? La campagna elettorale è stata la dimostrazione di quanto sono chiare le regole delle competizione politica. I confronti televisivi hanno permesso di capire le differenze e analogie tra i due candidati. “Change”, “Cambiamento” è stato uno dei tormentoni di queste elezioni. Gli statunitensi hanno potuto voltare pagina perchè nel loro paese ci sono norme precise che favoriscono il rinnovamento della classe politica ed impediscono pericolosi conflitti di interesse. Ecco, capite che l’Italia si trova in una situazione diametralmente opposta; un’arretratezza che ci ha fatto diventare il fanalino di coda dell’Europa.  La meritocrazia, ove applicata, comporta la costituzione di una classe dirigente di alto livello culturale e politico, indipendentemente dalle origini ed in questo caso, dal colore delle pelle. Un paese per evolversi ha bisogno di grandi uomini, i migliori e non pagliacci. Questo è innegabile. Nello stesso tempo, la vittoria di Obama ci ha cambiati, o comunque ha toccato la sensibilità di tutti coloro che hanno seguito con passione queste elezioni.

Ora tocca a Obama e ad il suo neonato staff di transizione a predisporre tutti gli strumenti per il “Change” in attesa di prendere in consegna le chiavi della White House il prossimo 20 gennaio. La cosa che più salta all’occhio è la creazione di un gabinetto di transizione composto da alcuni collaboratori della presidenza Clinton. “El negro”, com’è stato definito dal presidente venezuelano Chavez, dovrà occuparsi di tante cose: due guerre in atto, le proteste del Pakistan per gli attacchi dell’esercito Usa lungo i confini dell’Afghanistan, la chiusura del carcere di Guantanamo, le ambizioni nucleari dell’Iran,  rapporti con la Russia, avviare il processo di riduzione delle diseguaglianze economiche (principale promessa della campagna elettorale), la riforma della sanità e l’ambiente.

il cannocchiale

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