Ho cercato di sintetizzare i punti caratterizzanti delle proposte elettorali dei due candidati alla Casa Bianca, evidenziando non solo le differenze ma anche alcuni punti in comune.

Barack Obama:

- contestazione delle politiche economiche fallimentari degli ultimi otto anni della presidenza Bush attraverso l’alleggerimento delle protezioni del consumatore per favorire il libero mercato privo di un adeguato controllo;
- eliminazione dei bonus e paracadute d’oro (liquidazioni d’oro) per i presidenti delle grandi compagnie;
- tagli alle tasse per il ceto medio e comunque per il 95% della popolazione, nonchè la riduzione della tassazione a beneficio di chi guadagna meno di un quarto di milione di dollari l’anno;
- credito d’imposta del 50 percento per l’acquisto di una copertura assicurativa sanitaria;
- contesta l’altro candidato per aver dichiarato che “i fondamentali dell’economia americana sono saldi”;
- investimento di 15 miliardi di $ l’anno per più di 10 anni per il raggiungimento dell’autonomia energetica;
- è stato contrario alla guerra in Iraq e sostiene il ritiro entro una data prestabilita per spostare l’esercito in Pakistan dove probabilmente è nascosto Osama Bin Laden;
- intende intraprendere colloqui diplomatici con Corea del nord ed Iran.

John McCain:

- riduzione generale delle tasse;
- ordinare al futuro Ministro del Tesoro di comperare i mutui “cattivi” sulla casa e rinegoziarli al valore diminuito per mettere in grado le persone di concludere i pagamenti;
- non è favorevole al taglio delle tasse ai ricchi. Ed intende lasciare invariate le aliquote e ridurre il carico fiscale per le famiglie con reddito medio raddoppiando l’esenzione fiscale per ogni figlio da $3.500 a $7.000;
- Dare ad ogni americano 5.000$ di credito di imposta restituibile per l’acquisto di una polizza assicurativa sanitaria.

Elementi in comune:

- Riduzione dell’enorme debito di mezzo miliardo di dollari con la Cina per l’acquisto di petrolio dagli arabi e ricorso all’energia alternativa (Gli Usa detengono solo il 3% delle riserve mondiali e ne consumano il 25% del pianeta);
- Rivedere i rapporti con la Russia;
- Creare una regolamentazione del mercato che preveda un maggior controllo per la tutela dei consumatori

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