Politica Nazionale ed Internazionale - Domestic and Foreign Policy
Viviamo nel mercato globale, cioè in un edificio gigantesco le cui fondamenta sono costruite sul terreno melmoso del debito. Oggi nessuno acquista con danaro reale ma virtuale. Dai fondi d’investimento alle finanziare, dagli appartamenti con mutui a vita, al televisore lcd a rate. Nessuno sembra avere abbastanza soldi per fare un investimento senza indebitarsi. E allora se un colosso finanziario investe a debito su un fondo di un altro gigante dell’economia, e se quest’ultimo s’indebita con un gruppo bancario per qualche operazione speculativa senza successo, ecco che si verifica una paurosa reazione a catena. Lo tsunami del debito mai pagato, la montagna di mutui concessi a gente che non ha più i soldi a fine mese, i future finiti nel vortice di una previsione sbagliata, possono distruggere anche un gigante come Lehman. E se Lehman cade in mare con tutti i panni, ecco che la suddetta reazione a catena genera altre vittime ed il panico totale.
C’è da stare allegri.
Technorati Tags: economia, crisi, borsa, mutui, Wall Street, Lehman, Aig, speculazioni, debito
John Christian Falkenberg
Settembre 18th, 2008 at 12:09
Condivido le preoccupazioni sull’eccesso di debito, ma globalizzazione non significa necessariamente indebitamento eccessivo, così come l’impiego di futures e denaro virtuale non creano necessariamente nuova moneta.
FulviaLeopardi
Settembre 19th, 2008 at 09:12
quoto falkennberg, ma per quanto riguarda la tua frase finale…pure
Spirito Libero » Blog Archive » C’era una volta il liberismo
Settembre 25th, 2008 at 09:54
[...] globale è in crisi. Il mercato è una foresta insidiosa dove solo i più forti sopravvivono, ma i fatti hanno dimostrato che questo libermismo privo di regole ha messo in crisi anche i colossi. Siamo in [...]