Rido quando alcuni eletti indicono dei concorsi allo scopo di premiare determinati blog. E quando leggo che “e io che mi pensavo” ha vinto quale miglior blog letterario, non ho creduto ai miei occhi. Unica nota positiva è l’incetta di premi di Travaglio e compagni per il loro blog Voglio Scendere, ma non occorreva certo una gara tra amici per farcelo notare.

Rubo le parole di Mauro Gasparini, in quanto il suo blog era l’unico meritevole del premio come miglior blog letterario:

“Dopo, al momento dell’analisi del voto, ho sentito più d’uno affermare che era stato un voto al più simpatico, a quello con più carisma e in sostanza che il fattore letterario era l’unico assente nelle motivazioni dei votanti”.

Sw4n giustamente non sa se gioire a meno per essere stato tra i nominati alla “gara” per il blog con la grafica più bella, poi vinta da “Il cavoletto di Bruxelles” che non mi sembra un blog dall’estetica invidiabile.

“Non so se gioire o rassegnarmi nel realizzare di essere un blog veramente brutto con addosso un bel vestitino fatto su misura. Visto che da queste parti è prerogativa fondamentale non farsi mancar nulla, mi faccio portavoce di tutti i blog concettualmente inutili ma con grafica da fighetta dell’intero universo. Bada sempre alla forma, mai al contenuto, baby”.

Avrebbero potuto dare a Fulvia Leopardi il premio quale blog con più link al Corriere della Sera, ad a Catepol come blogger che trascorre il maggior numero di ore nella blogosfera. E per finire, qualcuno potrebbe spiegarmi perchè “Uccidi un grissino e salverai un tonno” è un blog rivelazione? Fortuna che il mio blog non lo legge nessuno e non sarò mai nominato nè criticato per i contenuti insipidi dei post.

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